Chiesa, Cimitero&Ex Stalloni: perché non revocare gli accordi?


mons. Luigi Renna

IL PUNTO


Sta facendo molto discutere il caso della Chiesa di Cerignola, che ha trattato con aziende finite nel mirino del Ministero che le ha catalogate come “infiltrate”. Come si ricorderà, sono due gli accordi che hanno messo in imbarazzo parte della Curia: le lampade votive nel cimitero e il centro diurno presso gli Ex Stalloni.

A chiedere maggiore chiarezza nei rapporti tra Chiesa, politica e ditte sono stati, in maniera trasversale, diversi esponenti del mondo politico: da Fratelli d’Italia al PD passando per il Movimento 5 Stelle con l’intervento del presidente della commissione regionale antimafia Rosa Barone.



Dopo l’ammissione di colpe in conferenza stampa e le scuse di don Pasquale Cotugno sulla mancata trasparenza, il vescovo Renna ha deciso di intraprendere la via della menzogna parlando di “fakenews” e nei fatti smentendo il suo “vice” che invece era stato pronto a prendere le distanze dagli affari controversi della Chiesa.

Dunque, al momento gli accordi rimangono in piedi: sia sul cimitero, dove il capo delle Confraternite Gerardo Leone ha informato che le congregazioni incassano 4 euro per ogni lampada votiva (e ne sono migliaia); sia sugli ex stalloni, dove vi è stato un finanziamento di 84mila euro per un locale da 150mq per attività della Chiesa (anche in quel caso la ditta viene menzionata nella relazione con la quale il Prefetto ha sciolto il comune per mafia).

Ricapitolando, due affari molto discussi per la Chiesa di Renna che, come ha ricostruito l’ex sindaco Metta senza essere smentito, ha trattato in prima persona sul caso Cimitero. Perché non revocarli, così da recuperare una credibilità che a forza di mentire è ormai compromessa?

Michele Cirulli



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