Omicidio-suicidio: un raptus alla base della tragedia. La dinamica


Due persone sono morte nella mattinata di ieri e una è gravemente ferita in seguito ad una sparatoria avvenuta nelle campagne di Cerignola, in contrada San Vito Cerina, nell’agro ofantino. Si tratterebbe, stando alle prime ricostruzioni dei carabinieri, di un omicidio-suicidio. Ad aver aperto il fuoco è stato Francesco Ciuffreda, agricoltore di 69 anni, incensurato, che prima ha colpito con la pistola  sua moglie, Giuseppina Pantone, 65 anni,  che ora si trova ricoverata in gravi condizioni presso l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, e poi ha aperto il fuoco contro la sua vicina di casa, Luminita Rocan, 54enne di origini rumene, che ha perso la vita sul colpo mentre si trovava all’esterno dell’abitazione.



Dopo aver ferito la moglie e assassinato la vicina di casa, Ciuffreda ha rivolto la pistola contro sé stesso e si è suicidato. Sul posto sono giunti i carabinieri della stazione di Cerignola, coordinati dal sostituto procuratore Paola De Martino.

Mentre la dinamica dell’omicidio-suicidio è apparsa chiara agli inquirenti, si resta ancora in attesa di capire quale sia stato il movente che ha scatenato la tragedia che sembra essere originata da un vero e proprio raptus. Ciuffreda, che deteneva legalmente la pistola, si trovava all’interno della sua cascina quando, alle spalle, ha sparato a sua moglie colpendola alla testa. Luminita Rocan, in quello stesso momento, si trovava invece seduta su una poltroncina posizionata all’interno della veranda che anticipa il casolare dei Ciuffreda quando è stata raggiunta da un colpo mortale in zone vitali. Il marito di Luminita Rocan, sentendo gli spari, è uscito dalla sua abitazione adiacente quella dei Ciuffreda e ha allertato le forze dell’ordine, i sanitari del 118 e il figlio di Francesco Ciuffreda e Giuseppina Pantone.

Agli occhi di quest’ultimo, una volta giunto sul posto, si è presentata una situazione drammatica, con i tre corpi riversi a terra in una pozza di sangue: così ha provveduto a trasportare personalmente sua madre all’ospedale Tatarella di Cerignola, prima che i medici disponessero l’immediato trasferimento in elicottero presso il reparto di neurochirurgia di Casa Sollievo della Sofferenza, a San Giovanni Rotondo. I carabinieri indagano sul movente, ma soprattutto sulla vita di Francesco Ciuffreda: nessun precedente penale, nessuna querela, nessun biglietto d’addio, arma legalmente detenuta, ottimo rapporto con i vicini (gli inquirenti smentiscono anche possibili diverbi con una delle vittime o con suo marito), che proprio ieri mattina, prima dell’uccisione, erano andati a trovare i coniugi intorno alle 10:00 del mattino.



La tesi più accreditata al momento riguarda le condizioni di salute psicofisiche di Francesco Ciuffreda, che erano peggiorate negli ultimi tempi tanto da scatenare un raptus omicida nelle isolate campagne di contrada San Vito Cerina. I carabinieri della stazione di Cerignola hanno subito ascoltato per diverse ore il marito di Luminita Rocan, il primo ad aver visto la scena dell’omicidio-suicidio in quanto factotum del podere di proprietà dei familiari dei coniugi Ciuffreda. Le condizioni della superstite sono gravi, ma stando agli ultimi accertamenti fortunatamente non dovrebbe essere in pericolo di vita: la donna è in coma farmacologico.

Il Basso Tavoliere piange ancora altre vittime innocenti dopo il triste caso di omicidio-suicidio verificatosi ad Orta Nova, quando Ciro Curcelli ha aperto il fuoco verso la moglie e le sue due figlie prima di togliersi la vita. Sempre ad Orta Nova, poi, l’omicidio di Filomena Bruno: con quella di Cerignola, salgono a 5 – in un mese – le vittime di femminicidio.

Michele Cirulli



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