Il caso del bar legato ai boss: concessione arriva prima di chiederla

Nel mirino del Ministero non ci sono solo le frequentazioni di Franco Metta con i mondi malavitosi di Cerignola, ma anche possibili “favori” e un’azione amministrativa fortemente condizionata dalla forza dei clan. Il campanello d’allarme, infatti, suona soprattutto sulle attività commerciali riferibili ad esponenti di spicco della mafia locale, così certificata all’esito del processo Cartagine.

In Prefettura di Foggia non ci sono solamente le fotografie di Franco Metta e Carlo Dercole che brindano in un bar riferibile ad uno dei clan che operano sul territorio: quello scatto, con i due esponenti dell’amministrazione in primo piano mentre si lasciano versare champagne da una persona, è soltanto tassello di un puzzle che contiene altri e differenti episodi.



Come quello, assai singolare, che riguarda ancora un’altra struttura e le concessioni di occupazione di suolo pubblico date ad un esercente imparentato con esponenti di rilievo dei clan. Le concessioni, spiega il Prefetto Grassi, sono arrivate addirittura prima che fosse consegnata la richiesta.

La Prefettua annota: “L’ufficio SUAP del Comune di Cerignola ha rilasciato, con provvedimento del 24 agosto del 2017, l’autorizzazione permanente all’occupazione di suolo pubblico antistante al bar, per l’installazione di tavoli, sedie, fioriere e ombrelloni”. In pieno agosto, dunque, l’amministrazione concede l’okay alla creazione di una sorta di salottino nel bar in Cerignola (la relazione non specifica al momento quale sia). Prima anomalia: il regolamento comunale prevede un durata limitata per l’installazione di dehors. Contrariamente al regolamento, invece, la concessione è “permanente”, spiega il Prefetto Raffaele Grassi.

La seconda anomalia è ancora più grave perché è “significativa” la cronologia del procedimento autorizzativo: “L’istanza di autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico è stata presentata il 31 maggio 2017. Il propedeutico nulla osta del SUAP è stato rilasciato il 20 maggio del 2017”, ossia 11 giorni prima che fosse presentata domanda.



“Il nulla osta veniva dunque rilasciato nell’ambito di un procedimento per la realizzazione di lavori su suolo pubblico, la cui occupazione non era stata ancora oggetto di richiesta di autorizzazione da parte dell’interessato”, scrive Grassi.

Le “illegittimità” delle procedure “si risolvono in un innegabile favor per le imprese alle quali può ragionevolmente attribuirsi una vis intimidatoria in virtù del potere evocativo che hanno parentele o altri rapporti sociali tipici degli amministratori con appartenenti della criminalità mafiosa”, scrive il Prefetto di Foggia.         

Il bar pasticceria è di proprietà di una persona, di cui la Prefettura non rende nota l’identità, che è “fratello di OMISSIS, pluripregiudicato, elemento di spicco del clan OMISSIS, condannato per associazione di tipo mafioso”.



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Cin Cin

Tutto torna…champagne, pasticcini, biscotti, dolci sapori per “palati esigenti”…ma con retrogusto molto amaro!

le fosse

e questa e cerignola a chi fanno smontare perchè sono poveri cristi e chi e invece prima di fare domanda per il suolo publico danno gia il suolo che voldire avere parentele i favor s fan

PIPPO

E LA COSTRUZIONE DEL CHIOSCO IN CEMENTO SUL MARCIAPIEDI VICINO ALLO STADIO MONTERISI E’ LEGALE O ABUSIVA. SI POTEVA FARE? MI MERAVIGLIO CHE NON ABBIANO DATO LA POSSIBILITA’ DI COSTRUIRE IN PIAZZA DUOMO.