VIDEO | Quando l’abusivo è più organizzato del pubblico. Cave&roghi a Cerignola


Cava Cerignola

L’abusivismo funziona di più e meglio delle discariche pubbliche. A Borgo Tressanti, frazione di Cerignola (FG), esiste una enorme discarica – interessata anche dal fenomeno dei roghi illegali– organizzata in maniera quasi scientifica: da una parte l’organico, proprio a ridosso di un piccolo ruscello che sgorga al di sotto di un ponte; dall’altra la plastica, con buste e bottigliette sparse; poi, nella grande cava ricavata ad hoc trovano ospitalità migliaia e migliaia di bottiglie in vetro.  Tutto intorno, a poche centinaia di metri dall’inceneritore del gruppo ETA Marcegaglia, i segni evidenti di roghi, uno spiazzo di diversi ettari annerito dalla cenere e viuzze che portano ancora le tracce dei tir che arrivano a scaricare l’immondizia in maniera illegale. Si tratta di una vera e propria isola (anti)ecologica nel cuore dell’agro più esteso del Mezzogiorno.



 Quando ignoti decidono di dare alle fiamme le ingenti quantità di rifiuti, i fumi si alzano fino al centro abitato della frazione e i cattivi odori giungono fino al cuore di Cerignola. È questa ormai la quotidianità dell’agro del Basso Tavoliere, caratterizzato da scarichi abusivi e pericoli roghi. Si chiude così, nel Basso Tavoliere, il ciclo dei rifiuti: si differenzia sui camion, si scarica in campagna e si incenerisce. Tutto illegalmente.  Mentre il pubblico annaspa , con la società dei rifiuti, la SIA srl, che è ad un passo dal fallimento (il Tribunale ha negato la richiesta di concordato preventivo in continuità) e con la differenziata che a Cerignola non sfonda il muro del 4%.

Cava nelle campagne di Cerignola

Il ciclo illegale dei rifiuti è rapido e redditizio. Così la settimana scorsa, nottetempo, a Stornara, un incendio di grandi dimensioni ha preoccupato i cittadini. Sul posto, in via Lavello, oltre ai vigili del fuoco, anche alcuni assessori della giunta di Rocco Calamita. Le fiamme sono state spente dopo diverse ore, mentre le proteste dei cittadini sembrano non fermarsi.



Tanto che i sindaci dei Reali Siti – Rocco Calamita di Stornara, Massimo Colia di Stornarella, Umberto Di Michele di Carapelle, Serafina Stella di Ordona e Mimmo Lasorsa di Orta Nova – hanno deciso di sottoscrivere una denuncia verso ignoti per il numero spropositato di roghi nelle campagne. Dalla Prefettura arrivano rassicurazioni per un intervento tempestivo, con l’intensificazione dei controlli e l’impiego dei droni anche in notturna. Nel contempo il Basso Tavoliere, come l’intera Capitanata, continua a bruciare.

Michele Cirulli

Cava piena di vetro


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Cittadino

Ammesso che li prendano, a cosa vanno incontro, a due sculacciate??
Di queste discariche ce ne sono varie disposte nel perimetro della città alle quali periodicamente all’imbrunire o nella nottata vene dato fuoco. Diverse sono state le segnalazioni ma senza risultati.
Per adesso con i clamori della notizia si fermeranno, e non appena l’acqua si sarà calmata ricominceranno ben sapendo che i tempi biblici dell’organizzazione gli consentirà per mesi di fare ciò che vogliono.

Cittadino

Spero che prima di rendere pubblica la notizia abbiano piazzato fototrappola per identificare i responsabili, altrimenti siamo alle comiche.