“Renna, perchè non parli?”. Ora i partiti incalzano il vescovo sulla Mafia


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Dopo lo scioglimento del comune di Cerignola per infiltrazioni mafiose è diventato un caso il silenzio ostinato della Chiesa e del vescovo Luigi Renna, che ancora non ha preso posizione rispetto alla pesantissima relazione scritta dal Ministero dell’Interno sulle dinamiche del potere a Cerignola. La Chiesa, che con la lista i-Cattolici, nel 2015, appoggiò apertamente l’allora aspirante sindaco Franco Metta, e che nel corso del mandato è stata interlocutrice costante di quella fetta politica, oggi nicchia creando qualche imbarazzo.

E se i fedeli non trovano risposte, anche la politica s’interroga su quali motivazioni impediscano alla Curia di condannare l’accaduto, di iniziare a ricostruire in un tessuto sociale così dilaniato e improntato all’attacco delle figure di garanzia dello Stato. È ambiguo il silenzio di Renna, che ieri è intervenuto per parlare della morte di una donna africana…avvenuta 7 giorni fa. Anche i partiti politici ora pretendono una presa di coscienza e di recidere il cordone ombelicale che ha legato Metta alla Chiesa.

“Cerignola sta vivendo una fase di crisi istituzionale e valoriale senza precedenti che lascia disorientati. Da un lato la gente perbene, che ci piace pensare ancora maggioranza della comunità. Dall’altro, chi è colluso o complice, perchè semplicemente accetta la presenza predatoria di ambienti malavitosi in nome di effimere e momentanee realizzazioni. In questo momento così delicato dispiace non sentire la voce della guida spirituale che tracci la rotta morale senza imbarazzi nè indugi e con schiettezza. Perchè la malavita che ripulisce capitali, se non si dà una seria scossa, domani sarà padrona della città. Necessaria una svolta nelle coscienze della comunità. Per questo il silenzio della guida spirituale addolora e rammarica”, dice Gianvito Casarella di Fratelli d’Italia.



Ad accendere i riflettori su certi imbarazzanti mutismi è stato per primo il segretario del Pd locale, Sabina Ditommaso: “Mi sarei aspettata un intervento da parte del vescovo mons. Luigi Renna, che invito ad intervenire rispetto alle infiltrazioni mafiose nell’amministrazione Metta. Su questa vicenda così grave, invece, anche in questo caso, registro silenzio e non è un dato positivo”.

L’intervento del vescovo Renna, attraverso una nota stampa, ha riguardato la morte di una donna nigeriana nell’inferno di Tre Titoli. E in quel comunicato, evitando apertamente l’affaire Metta&Mafia, riporta alla luce un avvenimento triste datato nel tempo, scostandosi dall’attualità non senza imbarazzi.



Sul silenzio di Renna anche Tommaso Sgarro è netto: “Mi sarei aspettato un segnale alla città. Non necessariamente parole audaci o contro qualcuno, anche semplicemente parole di prospettiva per la comunità sarebbero state importanti. Il commissariamento traccia un solco profondo che rende impossibile non schierarsi, non politicamente, ma rispetto alla strada che Cerignola dovrà percorrere nei prossimi mesi e nei prossimi anni. L’arrivo della commissione – dice l’ex candidato sindaco-  è un fatto oggettivo che non può lasciare indifferenti. L’opinione pubblica cerignolana non potrà ancora una volta mettere la testa sotto terra e far finta di nulla. Confido nel fatto che si tratti solo di un periodo di riflessione e meditazione affinché le parole che ne usciranno, non dettate dalla fretta di dire semplicemente qualcosa, siano pensate per fungere da monito e da spartiacque. Diversamente, per come ho avuto modo di conoscere Don Luigi, non mi spiegherei questo silenzio…” .

“Abbiamo sempre vissuto nel mito e nelle parole di don Peppe Diana e don Tonino Bello, fari dell’antimafia sociale e della legalità. Dalla Chiesa ci si aspetta una presa di posizione forte su fatti inequivocabili. Ma oggi la Chiesa fa un passo indietro rispetto a queste tematiche e lascia un grande vuoto nella comunità”, commenta il capogruppo PD Daniele Dalessandro.  



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MURTATELL

PECUNIA NON OLET…….LA GERARCHIA ECCLESIASTICA LO SA DA DUE MILLENNI….

Antonio

Se renna non parla, sostituito con il già giudice.

Antonio

Direttore, Metta t’ho sciumneit.