“Processo Cartagine sottovalutato da cittadini e politica”


Il Procuratore Giuseppe Volpe

Dure le parole del Procuratore di Bari Giuseppe Volpe, che in un’intervista a Repubblica ha posto l’attenzione sul caso Cerignola, sulle infiltrazioni mafiose e sulla potenza dei clan arrivati fino alla stanza dei bottoni durante l’amministrazione guidata da Franco Metta, la cui esperienza, com’è noto, è stata interrotta per motivi di “grave urgenza” a causa del condizionamento mafioso.



Volpe descrive il contesto in cui è maturato lo scioglimento del consiglio comunale: “Cerignola è all’attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia da decenni. Nei primi anni 90 arrestammo una settantina di esponenti di diversi clan. In primo grado arrivarono 15 condanne all’ergastolo in una città di 60mila abitanti”.

Quindi il ragionamento: “Sarebbe dovuto diventare un caso nazionale se si pensa che negli stessi anni il maxiprocesso di Palermo alla Mafia di tutta la Sicilia finiva con 19 ergastoli: invece ci fu disattenzione da parte della politica e dell’opinione pubblica”.



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Epurazione

Sono d’accordo con il procuratore Volpe, e mi auguro che attraverso il lavoro della Commissione prefettizia, in collaborazione con la DIA, le forze dell’ordine, e le istituzioni statali, si possa arrivare in un tempo ragionevolmente breve, all’annientamento definitivo della mafia cerignolana, con la decapitazione della testa milanese.

Giovanni

VA FATTO IMMEDIATAMENTE IL CARTAGINE 2, SOLO COSI SI TAGLIA DEFINITIVAMENTE LA TESTA AL TORO.
E sono convinto che l’antimafia voglia fare proprio quello, lo scioglimento del comune è solo un pezzo di quel puzzle.
E chi nega è un fottuto complice nemico della legalità.
BUON LAVORO FORZE DELL’ORDINE.
Un cittadino LIBERO ED ONESTO CHE VI VUOLE BENE.