SIA, Sgarro: “Serve nuova società mista pubblico-privato”


Forcone Cafiero: impianti SIA

Una nuova società per rimettere in sesto SIA. È questa la proposta del consigliere comunale Tommaso Sgarro, che in una lettera indirizzata al commissario AGER Gianfranco Grandaliano e al presidente del Consorzio Franco Metta ipotizza una formula nuova che tenga dentro pubblico e privato, “ma a maggioranza pubblica”.

“Oggi si corre il rischio che tanto il servizio quanto l’impiantistica possano andare in mano ai privati”, dice Sgarro: “Per quale motivo un territorio deve perdere la possibilità di gestire e possedere l’impiantistica?”.

“È impensabile che Cerignola e i comuni limitrofi possano perdere la gestione dell’impiantistica di Forcone Cafiero. Al netto degli errori strategici fatti che hanno generato questa situazione, c’è un patrimonio da tutelare nell’interesse futuro del territorio. Fino ad oggi ho sentito solo cose buttate a caso qua e là e facile individuazione dei colpevoli. Occorrono invece proposte e soluzioni se non vogliamo che tutto vada semplicemente all’aria”, dice il consigliere Pd.



“Ho scritto sia al Direttore dell’AGER, Gianfranco Grandaliano, sia al Presidente del Consorzio, il sindaco di Cerignola Franco Metta, per cercare di costruire una proposta che tenga dentro la necessità di attivare gli Impianti e allo stesso tempo non li sottragga al territorio e alla gestione pubblica – continua Sgarro-. Ora, vista la prospettiva di riattivare tutta l’impiantistica, perché non dare vita ad una nuova e grande società pubblica che possa garantire sul territorio la gestione dell’intero ciclo dei rifiuti? È una prospettiva, come dire, cara a Grandaliano e di per sé assolutamente convincente. Perché non iniziare da subito a lavorarci?”



“Il Consorzio potrebbe conferire l’impianto di biostabilizzazione (l’unico di sua proprietà) e tutto il Know How di SIA. La governance e la titolarità dei futuri investimenti l’AGER tramite la costituenda società. – incalza Sgarro-. Credo che questo dia il senso di una sfida e di un orizzonte non legato alla sopravvivenza o meno di SIA, ma rappresenti una visione per il territorio e per il settore”.

“Avremo così garantito, da un lato il futuro dei lavoratori, dall’altro quello del territorio. Le nostre comunità si devono assumere la responsabilità nella gestione del settore, evitando gli errori fatti in passato. In una zona come la nostra, in costante crisi ambientale, è bene riattivare insieme alla logica del servizio proprio quella della responsabilità. Lo si fa mettendo in campo politiche di lungo respiro e non da tappabuchi. Sono convinto- conclude Sgarro- che con la volontà di tutti garantiremo che a scrivere il futuro del territorio sia il territorio stesso”.



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