Valanghe di segnalazioni: Cerignola brucia


L’aria si fa irrespirabile e sono decine le segnalazioni per quei roghi che continuano ad ammorbare la città. Tutta l’estate è trascorsa così, tra nubi e cattivo odore, con fette di popolazione barricata in casa per non lasciare entrare il tanfo. Con l’autunno le previsioni non migliorano, perché il numero di roghi sparsi e di rifiuti incendiati pare non diminuire.



Attraverso i social viene fuori una mappa precisa degli incendi di rifiuti. Francesco scrive: “si sente ancora forte l’odore di bruciato dopo 3 giorni perché nottetempo alcuni hanno incendiato i contenitori per lo stoccaggio temporaneo dei cartoni ed il fumo è fluito all’interno del supermercato. Stasera, torno a casa e nell’aria si sente forte il puzzo di bruciato, in giro c’è sempre qualcosa che brucia. Questa è la nostra città o la città di Nerone?”. Non è l’unico. Le segnalazioni sono incessanti, come le proteste.

“Servono controlli nelle campagne, è lì che bruciano”, suggerisce un utente. “Ci fanno morire così”, è il pensiero condiviso. Eppure nulla si muove. I rifiuti vengono bruciati, ma non ci sono responsabili.

La settimana scorsa i sindaci dei Reali Siti sono stati ricevuti dal Prefetto di Foggia, Raffaele Grassi, per trovare strategice condivisa rispetto al fenomeno. Raccogliendo, tra l’altro, l’invito fatto dal sindaco di Stornarella. A cui Cerignola non ha aderito.



Seguici e condividi i nostri contenuti
Facebook
Facebook
Twitter
YouTube

2
Commenta questo articolo

più nuovi più vecchi più votati
ANDREA

Altro che infiltrazioni mafiose! Qui la vera Mafia sta nell’inquinamento ambientale. Invece di perdere tempo e risorse economiche nella ostinata caccia ai fantasmi, bisognerebbe che, inquirenti, forze di polizia, in sinergia con l’Arpa presidiassero le zone extra urbane della città, per stanare i criminali che inquinano l’ambiente, e magari risalire ai proprietari dei terreni ed agli industriali, responsabili a monte dei fatti delittuosi, per poi punirli severamente.

Ferzan

Uno non esclude l’altro
(rassegnatevi ormai v’ann fatt)