“Cerignolani mediocri”. Partiti all’attacco, Gentile si difende


Sta facendo discutere lo sfogo social dell’ex eurodeputata Elena Gentile, che attraverso Facebook, in una conversazione animata, ha lanciato accuse contro la città: “I cerignolani non si informano o fanno finta di non sapere perché vivono alimentando la loro mediocrità”. E poi ha aggiunto, riferendosi a chi non la vota: “Mi voteranno nel caso in cui decido di farlo (candidarsi alla Presidenza della Regione, ndr). Nonostante i cerignolani… fortunatamente non tutti”.

Le frasi hanno creato polemiche e risentimenti. Alla base dello sfogo gentiliano diversi commenti alla sua ennesima candidatura, non gradita, evidentemente, da alcuni utenti dei social network che, va detto, non hanno usato parole dolci o legittime nei confronti della pediatra, che a sua volta ha promesso querele. A far maggiormente discutere, però, sono le risposte che l’ex eurodeputato ha rivolto a chi, sempre su Facebook, ha dato giudizi pacati e assolutamente sereni, seppur negativi, sulla sua carriera politica. Quello di Gentile è stato un crescendo di accuse, che non ha fatto distinzioni tra i commenti querelabili e quelli assolutamente innocui.



Così l’ex assessore regionale ha fatto allusioni ambigue a “fatture”, “registrazioni”, “incontri” rispetto a chi, altrettanto legittimamente, ha chiesto di fare “largo ai giovani” o ha invocato “basta” in riferimento alle diverse candidature tentate dalla pasionaria dem. Dai social al dibattito politico, le esternazioni della Gentile non hanno escluso nessuno.

Fermo il giudizio della Lega: “Capisco le ambizioni di Elena Gentile e non voglio entrare nel merito della sua quarta candidatura in breve tempo. Da sottolineare, però, che tre di queste quattro candidature sono state un vero e proprio flop. Adesso però la colpa di questo flop non può ricadere sugli elettori, giudicati mediocri solo perché hanno scelto altro. Sembra che Metta e Gentile possano ricevere solo complimenti: se si fanno esternazioni critiche si diventa cretini e imbecilli. La Gentile dovrebbe chiedere scusa ai cittadini, che tra l’altro sono gli stessi che l’hanno votata in massa negli anni passati”, dice Vincenzo Specchio della Lega.



Anche Gianvito Casarella, di Fratelli d’Italia, interviene sul tema: “Il rispetto delle persone, innanzitutto. Mesi fa sui social, su questo tema postai una foto con Elena Gentile, mia pediatra prima che avversaria politica. Ultimamente purtroppo il confronto è stato inquinato con insulti e ridicolizzazioni. Sono cresciuto in un partito, e so che il confronto deve avvenire sulle idee ed i programmi, prima che sui personalismi. Sulla questione politica, Gentile candidata al governo della Puglia? Non è un mio problema: a destra stiamo costruendo una valida alternativa allo scempio della sinistra dal 2005 ad oggi”.

Elena Gentile

Anche Paparella sconfessa Gentile: “Ci vuole sempre moderazione del linguaggio – dice il presidente del consiglio Leonardo Paparella. Ho rivisto l’onorevole Gentile occuparsi della città con toni inacettabili. Oltre questo, c’è da dire che ci si ricorda della città solo in campagna elettorale. Lo fa la Gentile accusando con parole indicibili la città del non voto e lo fa anche Bonito che è ritornato dopo anni di silenzio”.



Elena Gentile, nel frattempo, si difende dalle accuse piovute sul suo capo dopo lo sfogo social che ha spiazzato i cittadini. La pediatra ha detto espressamente che “i cerignolani alimentano la loro mediocrità”. Le parole inequivocabili non hanno trovato il gradimento di partiti politici e degli elettori. Gentile, che procederà a querelare le persone che l’hanno calunniata, è stata al centro delle recriminazioni per le frasi rivolte a chi, invece, ha espresso solo annotazioni pacate di carattere politico ed in cambio ha ricevuto dalla pediatra “allusioni” a presunte “registrazioni” e a “fatture”. Gentile replica: “Chi ha frequentato la scuola di ogni ordine e grado è stato giudicato e valorizzato con un voto. Bene! Alcuni amici miei erano bravissimi e prendevano dieci, io superavo con serenità la sufficienza perché studiavo e poi c’erano quelli che non studiavano e prendevano un voto mediocre”, è la premessa.

“Da anni sono sottoposta ad una campagna di diffamazione, di insulti persino sul mio aspetto fisico. Non lo sopporto più. Non intendo dare più spazio a chi pensa di divertirsi calunniandomi e strumentalizzando anche l’uso degli aggettivi, delle parole, dei verbi, degli avverbi. Ovviamente rimango ferma sul mio diritto di difendermi nei luoghi deputati. E penso che nessuno possa cancellare questo diritto”, rimarca la dem. Contro di lei La Lega, Fratelli d’Italia ed il presidente del Consiglio Leonardo Paparella, che hanno condannato le sue parole, ritenute “fuori luogo”.



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MURTATELL

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