Dalla “inutile” velostazione ad un campo medico


Prosegue il tentativo di rendere fruibile la “velostazione”, che quando fu progettata, nel 2007, aveva l’ambizione di diventare “testa di arrivo e di partenza del flusso ciclistico urbano”, ma che nei fatti è diventato un monumento all’inutilità: oggi l’idea è donare una nuova funzionalità alla struttura che, durante la gestione dell’ex sindaco Matteo Valentino, costò ben 550mila euro (compreso “arricchire la dotazione di servizi di Borgo Libertà”) per una superficie di 4104 metri quadrati. Adesso in quel luogo, che anni fa andò a sostituire un altro progetto fallimentare quale “l’isola ecologica”, un privato vorrebbe ideare un campo medico di co-working con tanto di punto ristoro. I dettagli della nuova progettualità, deliberata lo scorso 19 aprile, sono contenuti nell’atto numero 111.



Il manufatto di via Tiro a Segno, che nel tempo è diventata “dimora” di un paninaro, dovrà avere una nuova vita con  “la ristrutturazione della velostazione” e “con la realizzazione di una struttura di co-working destinata a medici specialistici (polo medico) con l’allestimento di un punto di ristoro a servizio delle scuole adiacenti”, oltre che con “la realizzazione di una struttura amovibile da adibire a scuola di formazione post-diploma” e “la sistemazione dell’area circostante con la creazione di un’area ad uso pubblico da attrezzarsi a parcheggio e a verde attrezzato con parco giochi”.

Dunque sarà il privato a mettere mano alla “velostazione”, costruita con le migliori intenzioni ma che nei fatti ha determinato più dubbi che utilità di qualsiasi tipo a fronte di una spesa decisamente esosa: non per il Comune, che partecipò al cofinanziamento con appena 11 mila euro, ma per la Regione, che destinò alla velostazione 539mila euro complessivi. L’idea di base era quella di collegare le periferie a Torre Alemanna con la mobilità sostenibile che avrebbe dovuto servire la numerosa platea degli oltre 4000 studenti del polo studentesco del quartiere Fornaci.



Di quelle enormi aspirazioni è rimasto poco. È per questo che l’amministrazione, per il privato che intenderà gestire la velostazione, ha previsto “l’esonero dal pagamento del canone sino alla concorrenza dell’investimento tecnicamente documentato, destinato ad accrescere stabilmente il valore dell’immobile”.

Dunque il nuovo corso del parcheggio per biciclette, con area verde annessa, prevede un impegno per la ditta anche per quanto concerne non solo la ristrutturazione dell’immobile, ma anche le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, “nonché la pulizia giornaliera dell’intera area, ad uso pubblico, gestendo invece privatamente la struttura della velostazione con il punto di ristoro e la struttura per la scuola di formazione”.

Il tutto dovrà essere eseguito nell’arco temporale di 12 mesi da stabilirsi entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’atto di affidamento in concessione dell’immobile. Che, si spera, potrà trovare finalmente una pubblica utilità. 

Michele Cirulli



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