Flop Europee, tutte le lotte (più o meno) sotterranee a Cerignola


Le elezioni europee hanno rappresentato, a Cerignola, un redde rationem interno alle forze politiche del centro ofantino. Perché per il Partito democratico e la Lega, su cui pesano come macigni le lacerazioni interne, la conta per Bruxelles è diventata in un attimo notifica di giochi di forza e mutevoli equilibri interni. La premessa sta tutta nella bassissima affluenza alle urne, con appena il 30% degli aventi diritto presentantisi ai seggi.

Il Partito democratico ha racimolato 2594 preferenze, ottenendo il 19.2% dei consensi per diventare terza forza politica a Cerignola. Ad inasprire l’analisi dei dati, scoraggianti e sotto la media nazionale, anche le preferenze finite sulla candidata cerignolana Elena Gentile, che per poche centinaia di voti non è riuscita a staccare il biglietto per il secondo mandato al Parlamento Europeo. Ad influire, di certo, la spaccatura interna al centrosinistra cerignolano, con gentiliani e antigentiliani in perenne lotta.

Nella sua città la pediatra ha totalizzato 1122 preferenze: un disastro rispetto alle 3622 di cinque anni prima. E subito, tra i dem, parte la caccia ai “responsabili” che per 531 voti non hanno permesso all’ex europarlamentare di rinnovare il mandato, considerando che, a Cerignola, tutti gli altri competitor di Gentile della circoscrizione sud, insieme, hanno totalizzato oltre mille voti. E a gravare sulla mancata elezione di Gentile sicuramente c’è anche la spaccatura interna in via Mameli, che oggi presenta il conto dal sapore della beffa.



L’altra grande partita si è giocata in casa Lega. I salviniani nel Basso Tavoliere si sono confermati primo partito con 4121 voti (30.56%), ma il nodo principale ha riguardato le due fazioni: quella di Zamparese-Tatarella e quella di Trombetta-Specchio-Bonavita. I primi hanno sostenuto il candidato Andrea Caroppo, che ha raccolto 552 preferenze; gli altri hanno appoggiato Massimo Casanova, che ha incassato 337 voti. Dopo la querelle sulla segreteria, rivendicata da entrambe le anime del Carroccio in salsa cerignolana, adesso in casa Lega si gioca col pallottoliere per rideterminare gli equilibri di forza.

L’ultima battaglia sotterranea, questa volta più sfumata e meno “dichiarata” rispetto alla resa dei conti di Partito democratico e Lega, si è consumata tra Forza Italia e Fratelli d’Italia. I berlusconiani, con referenti i consiglieri ritenuti mettiani Natale Curiello e Paolo Vitullo, hanno incassato l’8.39% dei voti (1131), mentre i meloniani di Gianvito Casarella hanno totalizzato l’8.33% con 1124 voti. Numeri scarni, a testimonianza delle criticità delle galassie di centrodestra, che comunque avvicinano i partiti “cugini” ormai in guerra aperta nel territorio cerignolano.

Non ce l’ha fatta nemmeno l’altra cerignolana in campo per le Europee, Ivana Palieri, che a Cerignola ha raccolto 86 voti con “La Sinistra” (e in tutta la circoscrizione sud 813, pochi per Bruxelles).

Michele Cirulli



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