Casarella: “Le sinistre abbiano coraggio, confrontiamoci sulla legalità”

Reduce dalla due giorni di LaboratorioSUD, la kermesse di Fratelli di Italia, Gianvito Casarella traccia un bilancio dell’attività politica a margine del convegno che ha spiazzato l’opinione pubblica e la politica. Ad invitare Bonito non il PD, dalla cui tradizione il giudice proviene, ma un partito di destra, a conferma che ormai lo sfaldamento nel centrosinistra è ormai un dato da incassare senza appello.

Di contro, la festa di Fratelli di Italia ha messo insieme diverse personalità nell’intento di andare oltre il proprio elettorato.

Ci vorrà ancora del tempo per fare dei meloniani una forza alternativa a Forza Italia, ma in due anni l’obiettivo di Casarella è di imporsi come partito principale del centrodestra a partire dalle prossime elezioni europee. Di certo, da Forza Italia viene una larga fetta di meloniani, che ormai non si riconosce più nell’accoppiata VItullo-Curiello, “senza imbarazzi in maggioranza”. 

Ha fatto molto clamore la festa di Fdi, nella quale il giudice Bonito ha pronunciato parole pesantissime sulla mafia locale. Se lo aspettava?
I convegni di LaboratorioSUD sono stati pensati perché affrontassero temi importanti con relatori autorevoli. Sono contento della riuscita dell’evento, che ha avuto l’effetto sperato: mostrare una destra cittadina che sa dialogare ed aprirsi al confronto anche col Pd. Il giudice Bonito ha sicuramente toccato temi assai attuali che ci vedono in prima linea da mesi e mesi. Siamo convinti che a Cerignola ci sia una degenerazione malavitosa mai vissuta prima. Solo chi è in malafede lo può negare. Cerignola ha bisogno dello Stato, a questo punto.

Qual è il silenzio sul tema che più l’ha colpita?
La 2 giorni è stata una prima occasione per vincere imbarazzi ed omertà che sono i primi ostacoli verso la rinascita delle coscienze. Certamente, pur essendo Bonito, uomo appartenente alla storia delle sinistre, ho registrato l’assenza di commenti specifici sulle sue parole, proprio da quella parte: sia il Pd che altri aspiranti candidati del centrosinistra. Ci vorrebbe più coraggio da tutti: sono questi i temi su cui confrontarsi. Ma loro preferiscono parlare alla pancia degli elettori, come per gli aumenti Tari. Insomma, chi non ha saputo respingere in Aula quella delibera del 30 luglio oggi propone soluzioni suggestive ma scarsamente praticabili. E che temo illudano soltanto la gente.

C’è possibilità che si trovi un accordo futuro con Vitullo e Curiello?
Gli accordi si fanno coi partiti ed i movimenti, non con i singoli. E al centro del dibattito, lo ribadisco dopo un convegno ad hoc nella 2 giorni di Palazzo Pavoncelli, vorrei che ci fossero idee e programmi, prima dei nomi. Va da sé che se cerchiamo un’alternativa a questa amministrazione, certamente non ha senso per me dialogare con chi ne fa parte a vario titolo e senza imbarazzo.

Europee, amministrative, regionali. Come si prepara Fdi a questi tre appuntamenti?
Giorgia Meloni sta lavorando sodo fare di Fratelli d’Italia un grande partito di destra moderna, con idee e valori, espressi chiaramente e senza demagogia. E noi ne siamo la declinazione locale. Quindi lavoriamo all’allargamento della base, all’aggregazione di quelle sensibilità affini che da anni non hanno dimora. A livello nazionale e locale ci proponiamo come casa della destra, convinti che l’unione sia il valore aggiunto. Alle Politiche di marzo abbiamo avuto un ottimo risultato che è un punto di partenza. Il nostro gruppo c’è, cresce e lavora. Non vedo tante situazioni simili attorno.

Giannatempo ha annunciato la propria candidatura: lo appoggerete?
Persona sensibile ed intelligente a cui mi lega un rapporto di stima ed affetto profondo. Credo abbia proposto una candidatura al solo scopo di smuovere il dibattito dal torpore in cui rischiava di cadere. Non abbiamo parlato di appoggio di Fratelli d’Italia, né ci appassioniamo ai totonomi, ora. Come detto, prima idee e programmi: partiamo da ambiente e legalità, vere urgenze di questa città. Poi sceglieremo al momento opportuno. 

Cosa c’è da salvare di questa amministrazione?
Gli elettori. Quei 12mila cerignolani delusi, che nel 2015 intravidero un cambiamento vero. Sono certo che molti di loro oggi non rifarebbero quella scelta.

Quale sarà l’eredità più negativa di questa parentesi amministrativa? 
Certe scelte avranno effetti oltre questi 5 anni. Su tutti, la perdita di un impianto di proprietà come era quello di Forcone Cafiero, che con l’Aia 66/2014 ci avrebbe resi ricchi, tra discarica, compostaggio e biostabilizzazione. Ora paghiamo una Tari esagerata a fronte di un servizio pessimo, e altri si arricchiranno al posto nostro. 

Non crede che un domani potrà ritrovarsi nella stessa coalizione di centrodestra insieme a Metta?
Impossibile, per me. Niente di personale, ma contro i sistemi sì: e di quei sistemi non ho voluto mai far parte. E non cambio posizione: ritengo sia giusto così.

Michele Cirulli

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