Metta: “Tari alta perchè siamo senza impianti” (che lui non ha voluto)

“Abbiamo individuato che ci porterà alla realizzazione del VI lotto della discarica e alla realizzazione dell’impianto di compostaggio per chiudere il ciclo dei rifiuti in contrada forcone Cafiero in modo tale da non sostenere più le spese ingenti di trasferimento dei rifiuti a 400 km di distanza”.

Dopo tre anni il sindaco di Cerignola, Franco Metta, fa marcia indietro rispetto alla volontà di non costruire il VI lotto di discarica (“fino a quando sarò sindaco non ci sarà mai alcun nuovo lotto”, diceva nel 2015 appena eletto) ed indirettamente fa mea culpa addebitando alla mancanza delle infrastrutture a cui si è opposto lo spropositato aumento della TARI, derivante anche dai maggiori costi sostenuti per smaltire l’immondizia a Massafra.

Si chiude così una delle pagine più controverse per Cerignola e per il ciclo dei rifiuti dei comuni del basso tavoliere, che ora si appresta a vivere una seconda fase dovendo ripartire proprio dal 2015. Solo che questi ultimi tre anni hanno portato a scossoni incredibili per l’azienda SIA. Innanzitutto, l’opposizione agli impianti ha fatto aumentare i costi e ha portato alla riduzione dei ricavi, gettando l’azienda quasi al fallimento. Oggi su SIA pende il giudizio del tribunale per il concordato preventivo in continuità. Ma i tre anni “persi” hanno determinato anche la revoca dell’AIA, l’autorizzazione che fa diventare oro l’immondizia grazie agli impianti. Con l’AIA persa, a Cerignola non resta che la gestione del servizio di raccolta, che tra l’altro in un futuro prossimo potrebbe passare ai privati, di cui già si mormora.

Se lo spazzamento potrebbe andare ad una nuova società, la Regione non permetterà che l’impiantistica vada nelle mani del privato. Per questo il Comune sta trattando con la società pubblica Aseco affinchè si riattivino le biocelle, si costruisca il VI lotto di discarica e si di avvio anche agli impianti di compostaggio.

Le soluzioni sono state discusse dal presidente del consorzio Franco Metta, dai vertici della società satellite di Acquedotto Pugliese e dal commissario straordinario dell’Ager Gianfranco Grandaliano. Solo dopo la definizione di un accordo tecnico ed economico tra Aseco e il Consorzio si potrà pensare all’attivazione degli impianti. A quel punto, infatti, sarà ASECO a chiedere alla Regione l’emanazione di una ordinanza che permetta di sfruttare l’AIA e riaccendere tutte le procedure di smaltimento dei rifiuti a Forcone Cafiero.

Dunque, ancora una volta l’AIA rimane fuori dalla disponibilità del Consorzio, titolare fino a giugno scorso. Ed ha portato anche a questo la strenua opposizione al VI Lotto di discarica, che oggi si dovrà inevitabilmente pensare di costruire. Nel frattempo la SIA è ridotta ai minimi termini, la città rimane sporca e la TARI è aumentata del 60% in due anni. Se queste trattative fossero state fatte sin da subito, probabilmente le città avrebbero risparmiato una emergenza rifiuti senza precedenti.

Michele Cirulli

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