VIDEO | Metta scrive ad Emiliano, ancora problemi in SIA

Crisi dei rifiuti in Capitanata, dopo che i comuni dei 5 reali Siti hanno iniziato a sversare nell’impianto TBM di Foggia, dove si sono registrate code e disguidi. Dopo la chiusura dell’impianto Forcone Cafiero, infatti, i rifiuti da trattare appartenenti al Consorzio Fg4 sono stati ridistribuiti tra Foggia e Massafra.

Carapelle, Orta Nova, Ordona, Stornara e Stornarella conferiscono l’immondizia a Foggia, mentre Cerignola manda i tir nel tarantino.
Condizione, quest’ultima, che ha spinto il sindaco e presidente del Consorzio, Franco Metta, a scrivere al presidente della regione Michele Emiliano per far si che venga emanata un’ordinanza con la quale si affidi la gestione degli impianti di Cerignola ad Aseco, che già  ha gestito le biocelle proprio su ordine del governatore. Questa volta, però, pare che l’ordinanza non possa arrivare, se non con apposito accordo economico e tecnico tra le parti in causa.
La prassi indicata dagli uffici regionali, però, sarebbe differente ed imputerebbe al Consorzio di mettere in piedi una proposta tecnica ed economica con un ipotetico gestore, che poi sarà  vagliata in via Capruzzi a Bari. La SIA è in decadenza, alcuni comuni che costituivano il consorzio – come Trinitapoli, San Ferdinando e Margherita di Savoia – hanno abbandonato la nave e si aono autodeterminati in ARO.
Salgono adesso le spese di conferimento, per Cerignola, che ha già  varato un doppio aumento di Tari (il primo del +19 ed il secondo +36 in appena due anni. Ma c’è di più: il trasporto dei rifiuti a Massafra, per Cerignola, secondo stime del Comune, porterebbe ad un ulteriore incremento di costi. Con servizi pressochè scadenti.

La crisi di SIA srl, che impatta in modo eclatante sul ciclo dei rifiuti di Capitanata, interessa in particolar modo i comuni aderenti al Consorzio Fg4. Ad esempio, dopo che il presidente Franco Metta si è opposto alla costruzione del VI lotto di discarica, tutti i comuni hanno dovuto sostenere costi aggiuntivi per andare a smaltire l’immondizia in impianti diversi dal proprio.
Così, per Carapelle, il neo sindaco Umberto Di Michele si ritrova costretto a dover aumentare la TARI quasi del doppio, con costi che aumentano da 120 euro a cittadino a quasi 200 euro a cittadino. Per questo l’amministrazione di Carapelle ha inteso affrontare il punto in un dibattito pubblico con i vertici di SIA srl.
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