Il Consiglio Comunale dei nodi irrisolti

Al centro del consiglio comunale vi sono state questioni ancora irrisolte. Da Ex Opera all’IMU, dalla variante sulla SS16 fino a Vita Indipendente.

 

Variante: passano 3 anni e ancora nulla. In sostanza ci sarebbe da coniugare l’interesse di una azienda, la Castellano, e quella di iversi proprietari terrieri e studiare una soluzione che permetta il transito in prossimità  dei terreni. Ieri si è assistito nuovamente all’esito più scontato, ovvero il rinvio del punto. Tutto nasce da una delibera del Commissario prefettizio, nel 2010, e poi è iniziata la via crucis della variante sulla SS16 in via Salpitelli. DA una parte esistono modi e strategie dei proprietari terrieri, dall’altra la possibilità  che Castellano faccia ricorso per far valere le proprie ragioni, perpetuando il problema. Il punto viene rinviato.

Ex Opera: impunità  traversale. Il dirigente Francesco Casamassima continua a ricostruire passaggi lacunosi. LA gestione di Ex Opera, interroga Marinelli, è quanto meno dubbia. Casamassima continua con i racconti di fantasia, dicendo che i 140 mila euro sono stati utilizzati per svolgere tutte le iniziative in cantiere, e mente sapendo di mentire poichè almeno tre progetti (PrmoCenter, WebRadio,YouthCenter) non sono mai partiti. Parla del fallimento della biblioteca, uno spazio dedicato ad Ex Opera ma che i gestori del Laboratorio Urbano hanno tolto ai cittadini, in accordo con gli amministratori, per lasciarlo al Comune. Risultato: biblioteca inutile, spazi inutilizzati. E lo Staff di Bollenti Spiriti diceva di non esserne a conoscenza. La sensazione che Ex Opera sia un conglomerato di anelli mancanti e omissioni è forte.

IMU e un PD da ridere. Il punto sull’IMU e sull’abbassamento delle aliquote è da delirio. Giurato e Dalessandro spingono per la votazione di una non delibera, giacchè un documento per essere approvato o respinto deve essere provvisto di regolarità  contabile: ovvero, ci deve essere il parere tecnico per verificare, conti e carte alla mano, se una proposta sia finanziariamente fattibile o meno. Passaggi che per chi fa politica da quando era in pantaloncini (Giurato) o chi ha esercitato addirittura la carica di vice sindaco (Dalessandro), sono (sarebbero) elementari, basilari. La segretaria comunale, sbigottita, cerca di spiegare che il documento non esiste tecnicamente, che non è possibile scrivere due righe e approvarle sic et simpliciter: Dalessandro grida all’omissione d’atti d’ufficio, tra l’ilarità  generale e l’assessore Gallo bolla come una «pagliacciata» lo show di cattivo gusto del direttore sanitario facente funzioni del Tatarella. La non delibera, chiaramente, non viene votata: è rimandata agli uffici contabili per studiarne la fattibilità , fino a quando arriva, in mattinata, il farneticante comunicato stampa del PD che grida all’inciucio Giannatempo-Metta per non abbassare l’IMU: «La verità  è che tutto era stato premeditato per evitare di pronunciarsi in favore di una decisione per loro scomoda anche se di grandissimo interesse per i nostri concittadini». Una figuraccia, l’ennesima, e l’impressione che Giurato, Dalessandro e Ladogana stiano dimostrando di prenderci gusto, in maniera perversa, in questo strano triangolo della (non) vergogna. Mentre gli house organ del PD evitano di spiegare cosa sia successo ieri ai loro padroni.
Vita Indipendente. Il Comune non riceve dalla Regione i soldi per la Telefonia Sociale, “”unico in Puglia, sottolinea ironicamente Spione, poichè supera i tempi indicati. Allora si procede ad utilizzare i soldi del Piano Sociale di Zona per sopperire alla mancanza facendo parzialmente partire un progetto di tele assistenza per diversamente abili. Per le opposizioni, pur d’accordo con l’assistenza ai meno fortunati, questo intoppo è un ulteriore sintomo dell’incapacità  di governare  perchè si sono persi finanziamenti. Giannatempo, invece, rimarca la bontà  dell’azione e l’appoggio alle fasce più deboli.

Il consiglio prevede anche la surroga del consigliere comunale Michele Specchio (lascia per problemi di salute) con Michele Monterisi, già  tra i banchi di opposizione prima che Longo (PD) vincesse il ricorso al TAR guadagnandosi una postazione in consiglio comunale.
Michele Cirulli

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