Bufano (Cicogna): "Sì ai lavori al Duomo, ma serviva più coinvolgimento"

L'architetto Tommaso Bufano del Mp La Cicogna, e già indicato come assessore dell’ipotetica giunta Metta, esprime la posizione ufficiale del movimento sulla questione “Cripta al Duomo”.

Manca, ancora oggi, il parere dell' ArCe, l'associazione degli architetti locali, che avevano promesso di esprimersi sul tema.

 

Il Duomo Tonti ha avuto una realizzazione alquanto travagliata sin dalla sua progettazione; esso ha avuto una lunga gestazione e dal primo incarico all'arch. Saponieri nel 1819, all'ultimo incarico all'arch. Cappa nel 1920, si sono avvicendati l'arch. Alvino nel 1861, il suo allievo Pisanti nel 1876, sino all'arch. Castrucci dal 1912. Oggi il Duomo a cui tutti siamo legati - più per ragioni affettive che stilistiche o artistiche - ci appare in tutta la sua maestosità ed imponenza, con un volume esterno connotato da un rapporto di pieni e vuoti che lo rendono un esempio di eclettismo ottocentesco quasi unico nel suo genere. L'interno, purtroppo, così come molti edifici coevi, non mantiene la stessa bellezza, quasi promessa, dalle forme esterne. E' spoglio, buio e privo , quasi, di qualsiasi ornamento.

LE RAGIONI DELL’INTERVENTO.

Sono due:

1)    l’adeguamento degli spazi celebrativi alle norme liturgiche;

2)    la realizzazione di un conditorio nella parte absidale, per l’ultima dimora dei Vescovi.

Sulla effettiva necessità dell’adeguamento per ragioni liturgiche, nessuno è autorizzato a dubitare; si è detto che non vi sono regole scritte dalla CEI in merito a ciò e che non vi è la reale necessità di adeguare gli spazi, ma si può anche dire: perché no? Perché non si possono adeguare gli spazi celebrativi con strutture rimuovibili quali sono quelle in progetto?

Ricordiamoci che lo chiede Sua Eccellenza Monsignor Vescovo, non solo;

all’interno della Conferenza Episcopale Italiana Mons. Di Molfetta, per lunghissimo tempo e fino a qualche mese or sono, ha ricoperto uno specifico ruolo, proprio in considerazione della Sua profonda preparazione in questioni liturgiche.

Quanto al Conditorio, la Curia, proponente i lavori, considera la realizzazione di questa opera un completamento della Cattedrale, o comunque un ulteriore episodio di arricchimento degli spazi interni. E' probabile che in futuro ce ne saranno altri, più o meno auspicabili e più o meno invasivi; nessuno può dirlo, la storia dell'architettura sacra è costellata di esempi di lavori durati anche 400-500 anni.

Costi degli interventi a totale carico della Curia. Noi oseremmo precisare, anche eventuali lavori che dovessero essere necessari a causa di questi ultimi (cosiddetti, paventati, lavori di consolidamento della Cupola).

 

LE FASI DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO.

12 marzo 2009: primo invio atti progettuali;

27 novembre 2009: conferenza di servizi con Dirigenza Comunale, Soprintendenza ai Beni Architettonici, progettisti.

22 febbraio 2013: La Direzione Regionale per i Beni Culturali esprime parere favorevole.

8 marzo 2013 la Curia chiede l’autorizzazione del Comune, proprietario del bene, alla presentazione al competente ufficio del Genio Civile del progetto per la verifica sismica ed il calcolo strutturale in cemento armato.

La Giunta Comunale ha dato questa autorizzazione.

Non esistevano ragioni perché questa autorizzazione dovesse essere negata.

La parola passa ora all’Ufficio del Genio Civile.

La procedura tecnico amministrativa risulta perfettamente corretta.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO.

Ovviamente esposto al soggettivo gradimento di ciascuno.

Va detto che il progetto è di un professionista noto, stimato e da sempre impegnato in opere di questo tipo, anche in importanti Basiliche.

Il progetto è accuratamente descritto in una ampia ed esaustiva relazione accompagnatoria, che spiega non solamente la natura dei lavori, ma anche, nel dettaglio, come gli stessi saranno eseguiti, con quali materiali e perché, con quali sistemi di messa in opera. E' molto probabile che ciò rappresenti la sintesi di numerosi compromessi dettati dalle indicazioni delle varie Soprintendenze e che quindi il progettista ha dovuto più volte rivedere quello che era il suo progetto iniziale; lo dovrà fare ancora in corso d'opera a causa delle pressioni a cui sarà soggetto dalla sua committenza e dagli imprevisti che si presenteranno.

Anche da questo punto di vista nessuna obiezione è autorizzata, stante la accuratezza della relazione medesima.

A seconda del proprio gusto e della propria sensibilità artistico-architettonica ciascuno potrebbe dare un parere più o meno critico, più o meno adesivo: ma non è di questo che si discute.

Oggi possiamo solo fidarci di ciò che viene descritto nella relazione tecnica, diverso potrebbe essere il giudizio dopo il progetto esecutivo, calcolo statico, progetto della sicurezza; il compito che attende i progettisti e gli esecutori appare francamente difficile in quanto vanno rispettate tutte le prescrizioni imposte dalle Soprintendenze Architettonica ed Archeologica e confermate dalla Direzione Regionale e Ministero dei Beni Culturali.

CONCLUSIVAMENTE.

E' sembrata onestamente eccessiva la grande preoccupazione sulla necessità di “difendere” il Duomo, dettata certamente da passione disinteressata per un bene storico.

I custodi dei beni Architettonici che tanto fanno per la salvaguardia dei nostri beni sono stati utilmente interpellati.

Toccherà adesso agli organi tecnici di tutela strutturale degli immobili.

Sentiremo quale sarà l’opinione del Genio Civile.

Non c’è materia per altre iniziative.

IL GRANDE DIFETTO DEL PROGETTO.

Questo progetto ha un evidente, grande vizio.

Attribuibile in massima parte alla Amministrazione Civica ed in parte alla Curia Vescovile.

Alla presentazione della richiesta di autorizzazione da parte della Curia (che avrebbe fatto bene a rendere pubblico il progetto e ad esporlo in evidenza nel Duomo), noi avremmo raccolto le osservazioni degli organi tecnici comunali e sottoposto l’incarto alle competenti commissioni comunali per il parere;

messo a disposizione del Consiglio Comunale, appositamente convocato, questa documentazione;

fatto esprimere consultivamente la massima assise comunale, consentendo – quindi – ampia pubblicità e completa conoscenza di quanto richiesto dalla Curia.

Poi avremmo riunito la Giunta e deciso.

Lasciando pochi margini per sterili polemiche e ampliando la platea di quanti sarebbero stati a conoscenza diretta e corretta dell’argomento.

Non so se, a cose fatte, a polemiche scatenate, a preconcetti artatamente costruiti nelle menti di quanti al tema di sono avvicinati, sia possibile oggi recuperare questo terreno perduto.

Né so se sarebbe concretamente utile.