Rifiuti, gli agricoltori protestano: "Cerignola bomba ad orologeria"

Una situazione esplosiva, una vera e propria “bomba ad orologeria”. Da circa 20 giorni tonnellate di rifiuti di Cerignola si trovano nell’interporto, interessato da un provvedimento di sequestro da parte del NOE che lo scorso 2 luglio ha posto i sigilli alla struttura intermodale dopo che il sindaco di Cerignola, Franco Metta, con apposita ordinanza ha imposto lo stoccaggio dei rifiuti in zona industriale, circostanza poi verificatasi contraria alla normativa vigente.

 

 

“Siamo al disastro ambientale, occorre che le istituzioni facciano rimuovere al più presto le circa 800 tonnellate di rifiuti, in avanzato grado di decomposizione, che l’Amministrazione comunale di Cerignola ha fatto depositare all’Interporto”. Così CIA Agricoltori Italiani di Capitanata raccoglie il grido d’allarme degli imprenditori agricoli cerignolani.

“Da più di 20 giorni, al centro di un’area dove insistono coltivazioni d’eccellenza del tessuto agroalimentare cerignolano, enormi cumuli di rifiuti di ogni tipo sono stati abbandonati a fermentare sotto il sole, con rischi crescenti per la salute dei cittadini e quella degli agricoltori e dei lavoratori agricoli in particolare, esposti più da vicino agli agenti inquinanti sprigionati da un’enorme discarica a cielo aperto”, ha dichiarato Michele Ferrandino, presidente provinciale di CIA Agricoltori Italiani di Capitanata. Tanfo insopportabile, immondizia accatastata senza alcun controllo, rischio roghi non solo per possibile autocombustione ma – vista la sequenza impressionante di incendi appiccati in città durante l’emergenza- anche per possibili azioni dolose. A ciò si aggiungono le elevatissime temperature che contribuiscono a peggiorare la situazione già compromessa dalla presenza di  liquami sprigionati dai rifiuti.

Il sito – annota CIA- è stato posto sotto sequestro, ma questo certamente non risolve il problema rappresentato dalla presenza così massiccia di rifiuti di ogni tipo a poca distanza dai campi coltivati e dalla presenza di persone che lavorano tutti i giorni in quella zona. “CIA Agricoltori Italiani della Capitanata non entra nel merito delle responsabilità e delle polemiche politiche che riguardano questo vero e proprio disastro, ma una cosa è certa: la situazione non è sostenibile, occorre porvi rimedio, è necessario che le istituzioni a tutti i livelli si facciano carico di un problema che interessa direttamente la salute di migliaia di persone, oltre che l’economia di un comparto, quello agricolo, che fa di Cerignola una delle prime città italiane per produzioni d’eccellenza”, ha aggiunto Ferrandino. “La situazione dell’Interporto è una bomba a orologeria: bisogna disinnescarla quanto prima, scongiurando il pericolo che quella montagna di rifiuti crei altri disastri e danni irreparabili”, ha concluso Ferrandino.

L’individuazione dell’interporto come sito di stoccaggio di rifiuti, come accertato dal NOE, ha avuto l’esito di creare una maxi discarica abusiva da 800 tonnellate di immondizia. Che giacciono ancora lì.

Michele Cirulli

 

 


Commenti 

 
0 # GIUSTIZIA 2018-07-20 17:31
vi siete mai chiesti che fine ha fatto walter scerbo ?
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+1 # Franco 2018-07-20 18:43
Ma quanto costa liberare l’interporto dai rifiuti? Qualcuno può rispondere? Grazie
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0 # Pasquino 2018-07-22 14:48
E' proprio vero che siamo tutti figli di Giolitti per cui la legge per gli amici si interpreta e per gli altri si applica. Intervengono i NAS si mettono i sigilli, ma la legge dov'è? È mai possibile che costui(Metta) può fare ciò che vuole inpunemente? O il lungo braccio della legge è tale solo con i cittadini.
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