SIA, nuova rottura tra i sindaci. In bilico l’accordo con Asipu?

“Non saranno pagati gli stipendi dei lavoratori SIA senza ordine del giudice. E qualora il giudice desse l’okay, è stato predisposto solo un acconto”. Così Fratelli di Italia interviene sulla questione dei mancati pagamenti ai dipendenti  SIA che hanno protestato a Palazzo di Città poichè da mesi attendono invano le mensilità.

 

Il tracollo della SIA srl, che ha avanzato richiesta di concordato preventivo in continuità per smaltire la valanga di debiti che gravano sulla società, apre una scia di polemiche e si inserisce in una fase delicata di contrattazione con Asipu, la società di Corato che assorbirà i 300 dipendenti e che ha chiesto ai comuni di esibire i disciplinari per calcolare i costi del servizio.

Ma ancora una volta i sindaci sembrano dividersi. Per Francesco Di Feo, infatti, in una intervista televisiva ha attaccato Metta: “Stop a chi firma accordi dal Prefetto e poi coi sottomarini li fa fallire, sobillando e raccontando falsità, come quella che noi dell’Aro BT3 non abbiamo pagato. Sono tentativi gattopardiani per far saltare tutto, a danno delle comunità”. Cerignola deve ancora versare 3.5 milioni di euro di arretrati e comunque le fatture mostrate sui social – rimarca Di Feo – non corrispondono a liquidazioni vere e proprie. Fatture vecchie, dunque. “Io pretendo che l’accordo vada avanti anche senza il placet unanime dei 9 sindaci, sennò ci sarà sempre qualcuno che punta a far saltare tutto, per progetti diversi da quelli che stiamo concertando noi”, ha detto il sindaco di Trinitapoli temendo i “disturbi” di Cerignola.

“La somma del comune di Cerignola è disponibile ed è nella disponibilità dell’amministratore unico di SIA Vasciaveo. Tra l’altro il comune di Trinitapoli ha affidato il servizio ad una società terza con un corrispettivo mensile di 105 mila euro”, ha attaccato Franco Metta citando una relazione dell’amministratore unico della società dei rifiuti. Il tira e molla tra i sindaci, però, continua a gravare sui dipendenti, che hanno chiesto al Comune di Cerignola – settore servizi sociali- un impegno straordinario per tamponare l’emergenza di liquidità e far fronte alle spese vive delle 300 famiglie.

“E’ l’ennesima partita che Metta gioca sulla pelle dei lavoratori: aveva chiesto ai lavoratori di effettuare la raccolta delle migliaia di tonnellate di rifiuti che da giorni, per sua colpa, si ammassavano per strada, assicurando che nel giro di pochi giorni gli stipendi sarebbero stati pagati. Eppure il Sindaco ben sapeva che la richiesta di concordato preventivo in continuità, da lui fortemente voluta, non avrebbe consentito il pagamento delle mensilità arretrate degli stipendi”, denuncia Maria Dibisceglia del PD. Dunque, secondo Pd e Fratelli d’Italia, quelle somme non entreranno comunque nella disponibilità dei dipendenti. E qualora il giudice dovesse dare assenso, si tratterebbe di un semplice acconto. Il problema SIA, le lotte intestine tra i sindaci e l’insana gestione del ciclo dei rifiuti graverà sui cittadini: “La TARI subirà un aumento tra il 30% ed il 50% ed in più dovranno sostenersi le spese per smaltire le 700 tonnellate di rifiuti che al momento restano ancora sequestrate all’interporto. Franco Metta ha davvero intenzione di attenersi a quanto contenuto nel verbale firmato da tutti i Sindaci in Prefettura?”, conclude la consigliera piddina.

Michele Cirulli

 

 


Commenti 

 
0 # Giustizia 2018-07-11 16:04
Avete scoperto che fine ha fatto Walter il sindaco di Palizzi?
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