Lampade votive, Gecoci e Confraternite trattano per la pace

Si cerca una mediazione tra le Confraternite, che gestiscono il servizio di riscossione delle lampade votive, e la società Gecoci, che ha acquisito il progetto di finanza dell’ampliamento e gestione dei servizi cimiteriali. La conclusione delle trattative sembra essere imminente, anche perché sono stati superati i momenti di forte tensione che hanno contrapposto le parti.

 

Le Confraternite, contrarie all’aumento dei prezzi del canone annuale sulle lampade votive, per protesta sospesero l’illuminazione delle tombe invitando gli utenti a non versare la quota di 31.50 euro, maggiorata di circa 10 euro dalla nuova società che ha vinto l’appalto.

La Gecoci, da parte sua, ha proseguito sulla linea dell’aumento dei costi, come da piano economico presentato all’atto della sottoscrizione del contratto con il Comune di Cerignola. Dopo un tira e molla, però, le distanze potrebbero accorciarsi.

Pare infatti che per l’anno corrente il canone potrebbe rimane invariato a 23.60 euro, mentre soltanto al 2020 si potrà raggiungere la nuova quota di 31.50 euro con un progressivo aumento annuale dilazionato sul triennio. Chi ha già pagato la quota maggiorata relativa all’anno corrente, potrebbe rivalersi nell’anno successivo.

Inoltre, dall’anno prossimo potrebbe essere proprio la Gecoci a gestire anche la riscossione delle tasse sulle lampade votive, mansione che oggi è prerogativa esclusiva delle Confraternite, che trattengono una parte fissa su ogni quota. Potrebbe essere questa la risoluzione della diatriba tra Confratenite e la ditta Gecoci, ma l’ultima parola spetterà all’azienda che ha vinto il bando sull’ampliamento del cimitero.

Da dov’è partita la battaglia legale (e non) tra Confraternite e Gecoci? Ad ottobre 2017, due mesi prima che scadesse la concessione comunale triennale, le Confraternite hanno comunicato l’inizio dei lavori per l’installazione dei pannelli fotovoltaici sulle tombe di loro proprietà. Contestualmente, però, la Gegoci, forte del contratto già sottoscritto col Comune, ha rifiutato ogni intervento poiché proprio nel progetto di finanza rientrava anche la gestione delle lampade votive, per un introito di circa 300 mila euro, e che ora le Confraternite vorrebbero per loro. Il tutto si inserisce nei lavori di ampliamento del cimitero di Cerignola, processo avviato con la passata amministrazione Giannatempo ed ora prosegue con l’attuale amministrazione Metta.

Fino alla sottoscrizione del contratto, datata al 2015, il servizio lampade votive veniva svolto dalle Confraternite, presso le quali gli utenti hanno versato una quota di 23.60 euro annuali, contro i 31.50 euro attuali dopo che il privato ha incassato il progetto di finanza. Dopo le denunce per interruzione di pubblico servizio presentate da Gecoci nei confronti delle Confraternite “ribelli”, i rapporti sembrano essere più distesi, e non è escluso che la transazione possa concludersi con la corresponsione alle confraternite di un canone di fitto.

Michele Cirulli

 

 


Commenti 

 
+3 # disgustato 2018-05-07 08:59
COME SEMPRE ALLA FINE CHI CI RIMETTE E' SEMPRE L'ONESTO CITTADINO, CHE SICURAMENTE DOVRA' PAGARE L'AUMENTO DEL CANONE.VIVA CERIGNOLA!
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+4 # Vescovo 2018-05-07 13:52
Vescovo Renna sei a qualche inaugurazione ?
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-4 # Alba 2018-05-07 22:39
Nell'era del fallimento è la normalità.
State sempre felici.
W Cerignola Adesso
W Uniti per Di Santo
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+4 # Avv. Francesco Disanto 2018-05-08 10:30
Gent.ma Redazione di Marchiodoc, in questo momento leggo, sotto il presente articolo, il commento di tale "nickname Alba", che richiama esplicitamente la denominazione dei due Movimenti politici, che fanno capo alla mia persona e il nome di mia moglie. Mi dissocio totalmente da qualsiasi commento presente e futuro che possano fare anonimi loschi individui, che cercano di denigrare ed irridere continuamente la mia persona e quello che rappresento. Al verificarsi di altri tali episodi presenterò ulteriori denunce contro gli autori dei reati che nei fatti saranno ravvisati.
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