VIDEO | Solo 1 anno per l'omicida. La figlia: "Non è giustizia"

Vuole giustizia, Annamaria Diciomma, la figlia di Antonio Diciomma, il 67enne cerignolano che il 26 agosto del 2015 entrò nell’azienda agricola di Michele Marchese, a Troia, e una volta scoperto mentre insieme ad un complice cercava di trafugare gasolio fu sparato con un colpo mortale di un fucile a pompa.

 

La corte d’appello di Bari ha confermato un anno di reclusione, pena sospesa, catalogando il gesto come omicidio colposo e non volontario. Le Procure di Foggia e di Bari, invece, avevano chiesto 10 anni di reclusione in carcere per l’omicidio.

Per la difesa di Marchese, rappresentata da Gianluca Ursitti, si trattò di fatalità, mentre per i familiari e i legali di Diciomma, si è trattato di una volontà precisa di punire con la morte chi aveva violato la proprietà privata. La condanna ad un solo anno di reclusione però divide.

“Ascoltare la sentenza a un anno di carcere, che neanche farà, è stato come uccidere per la terza volta mio padre. È un omicidio volontario, non è colposo, avevamo molta fiducia nella giustizia ma la sentenza non è giusta”, commenta la figlia della vittima, Annamaria Diciomma.

“E’ stato sparato un primo colpo, poi un secondo colpo sempre sulla sagoma, a 35-40 metri, e quindi la visuale c’era: come si fa a sostenere che non sia volontario?”, è l’interrogativo di Diciomma. Suo padre, di 67 anni, quella notte era stato appena scoperto mentre cercava di rubare gasolio da una cisterna nella proprietà privata di Marchese. “Non voglio giustificare ciò che ha fatto mio padre, perché non doveva essere lì, assolutamente, però non è da giustificare nemmeno il gesto di chi ha sparato. Anche lui ha sbagliato ed è giusto che riceva la corretta punizione”.

“Che esempio diamo? Adesso chiunque venga sorpreso in un giardino è legittimato a sparare? Se un ragazzino entra in una proprietà privata per prendere un pallone, gli si spara contro, tanto la pena è di appena un anno di reclusione? Questa non è giustizia, è vergognoso”, conclude la figlia della vittima.

A difendere le ragioni della famiglia Diciomma, nel procedimento penale, è l’avvocato Pierluigi Barbaro, che fa sapere già di voler andare fino in fondo: “Solleciterò l’impugnazione da parte della Procura Generale. È una sentenza che non accogliamo molto bene perché non condividiamo almeno il ragionamento fatto dal giudice di primo grado, visto che le motivazioni dell’Appello non sono ancora state depositate. Quello che risulta a mio avviso inspiegabile è come si possa escludere l’omicidio volontario rispetto a determinate condotte che di per sé testimoniano altro”, dice il legale.

“Mi riferisco alle condotte dell’imputato, alla micidialità dell’arma, alla distanza tra lo sparatore e la vittima e alle tre versioni assolutamente contrastanti, illogiche e non credibili del Marchese. Rimaniamo dell’idea che si sia trattato di omicidio volontario”, spiega Barbaro.

“Confidiamo nella Suprema Corte di Cassazione affinchè possa dare dignità processuale e storica a un fatto dai risvolti tragici”, conclude l’avvocato della famiglia Diciomma.

Michele Cirulli

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Commenti 

 
+4 # MURTATELL 2018-03-10 14:11
CARO AVVOCATO VAI A PARLARE CON IL TUO AMICO SALVINI, E VEDI CHE TI DICE.......ALTRO CHE FORZA ITALIA....
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-1 # Avvocato 2018-03-10 21:26
Che intervento intelligente. Tu devi essere un amico dello statista salvini.
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-1 # MURTATELL 2018-03-11 23:22
Citazione Avvocato:
Che intervento intelligente. Tu devi essere un amico dello statista salvini.

E TU DEL CONDANNATO BERLUSCONI.
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-1 # Interessante 2018-03-12 14:36
Cosa accidenti c'entra la politica con un fatto di cronaca?
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+5 # Costantino 2018-03-10 14:47
dalla ragione al torto è un attimo
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0 # MURTATELL 2018-03-14 11:44
Citazione Costantino:
dalla ragione al torto è un attimo

E LA POLITICA NON C'ENTRA ? CHI LE FA LE LEGGI PENALI CHE COCCOLANO I DELINQUENTI ?
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+7 # Vergogna 2018-03-10 15:07
Il pallone i bambini non lo vanno a prendere di notte,al buio, di nascosto
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+1 # CERIGNOLANO DOC 2018-03-14 01:32
TUO PADRE CARA ANNAMARIA HA FATTO PIANGERE INTERE FAMIGLIE, ORA TU MI PARLI DI GIUSTIZIA. SE LA GIUSTIZIA CHE DICI TU DOVEVA ESSERE GIUSTA ALLORA TUO PADRE DOVEVA SCONTARE LA GIUSTA PENA PER I TANTI ATTI CRIMINOSI CHE HA COMMESSO. ECCO ALLORA LA RISPOSTA GIUSTA DELLA GIUSTIZIA CONTRO LA VOSTRA VOLONTA' IN QUESTA STORIA CHE SICURAMENTE AVREBBE FATTO PIANGERE UN'ALTRA FAMIGLIA. E ALLORA E MEGLIO CHE PIANGETE VOI UN'ESSERE UMANO IN MENO A CERIGNOLA CHE SOLO DANNI FACEVA ALLA NOSTRA COMUNITA' STARA' MEGLIO DI LA' CHE QUI GIU'. GRAZIE ALLA LEGGE ITALIANA
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