Contratti ARO e dimissioni del Cda: le tappe di SIA srl

L’assemblea dei sindaci si riunirà il prossimo 15 marzo, le dimissioni del presidente del Consorzio Franco Metta rimangono ancora congelate a, una volta sottoscritti tutti i contratti ARO, il consiglio di amministrazione dovrà dimettersi in blocco. E forse a rischiare, in quel caso, potrebbe essere l'amministratore in carica.

 

 

È questo l’esito dell’incontro tenutosi martedì mattina tra i sindaci del Consorzio di Bacino Fg4 per scongiurare il pericolo di un imminente fallimento di SIA srl, che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nei comuni di Cerignola, dei Cinque Reali Siti, di Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia.

È stato un incontro determinante, anche perché alla riunione ha partecipato, ancora una volta, il commissario dell’agenzia regionale per i rifiuti Gianfranco Grandaliano, che sta personalmente monitorando la situazione anche in seguito all’intervento di Aseco, la società satellite di Acquedotto Pugliese che con gli investimenti iniziali dovrà occuparsi degli impianti (biostabilizzazione, compostaggio, VI lotto), mentre ai comuni resterà l’onere della raccolta. Per ciò che concerne il servizio di raccolta, i Comuni si sono impegnati a sottoscrivere i nuovi contratti di Aro entro 10 giorni.

“Continueremo ad adoperarci - dichiara Gianfranco Grandaliano, commissario AGER - affinché il percorso impostato prosegua senza intoppi e si riesca a procedere in maniera lineare all’avvio delle attività di Sia, garantendo il pieno servizio alle comunità dell’ambito. Tale percorso è parallelo a quello, già avviato, di revamping del polo impiantistico di Cerignola, che consideriamo strategico nel contesto della gestione dei rifiuti sul territorio regionale”

I nove comuni si sono presentati in riunione con i piani di rientro (per recuperare la debitoria in 24 mesi) e con le delibere per adeguare il costo del servizio: un’operazione, questa, che dovrebbe garantire 14 milioni di euro per coprire i costi dello spazzamento, delle manutenzioni, degli stipendi agli oltre 300 dipendenti, ma che necessita di ulteriore perfezionamento. A partire dalle tempistiche, motivo per cui la seduta è riaggiornata al prossimo 15 marzo. Non appena saranno sottoscritti tutti i documenti , i sindaci hanno chiesto le dimissioni in blocco del consiglio di amministrazione, salvo poi riconfermare in assemblea, se è il caso, i singoli membri valutandone l’operato.

Con l’esaurimento del V lotto di discarica e la mancata costruzione del VI lotto per scelta strategica del Presidente Metta, che poi ha rivisto tardivamente la sua posizione, sono lievitati anche i costi di smaltimento dei rifiuti: dal 2015 al 2018 si è passati da 80 euro a 220 euro circa a tonnellata. Il tutto con un dimezzamento delle entrate. Per questo gli operatori lamentano una situazione insostenibile: non solo stipendi in ritardo (l’ultima volta sono serviti 12 giorni per vedersi riconosciuta la mensilità), ma anche mezzi obsoleti e non più riparabili (poiché i fornitori non erogano più servizi).

Michele Cirulli

 

 


Commenti 

 
+2 # Interessante 2018-02-28 12:07
Non l'intero cda. A casa il solo responsabile. L'amministratore delegato. La mia è solo una critica mirata. Chi non raggiunge gli obbiettivi minimi dell'incarico deve dimettersi. Se non si dimette lo si licenzia. Tutto qui. Se invece ha raggiunto gli obbiettivi minimi lo si premia. Decidete se va premiato o meno.
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La Cattiveria

Reati ad minchiam | Il sindaco Metta dice di aver scovato il 20% dei lavoratori SIA nullafacenti: li denuncia? No, li attacca su Facebook. Il sindaco scova “inequivocabilmente” chi inquina l’aria bruciando rifiuti. Lo denuncia? No, lo scrive su Facebook e promette “provvedimenti drastici” se non verranno rispettate le sue prescrizioni dettate da ordinanza. Che modo di fare è? Scovo reati e chiudo un occhio? Proprio lui, proprio l’intransigente Metta chiude un occhio? Non è che non ha scovato proprio un bel niente?

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