Oratorio San Potito, il sogno di don Antonio Musto continua

Da un gran dolore può germogliare la speranza, quale è stato per la cittadinanza il giorno della morte dell’indimenticabile don Antonio Musto, fondatore dell’ex parrocchia B.M. Ausiliatrice lo scorso 17 dicembre. Don Antonio Musto è stato il perno delle attività caritatevoli e culturali di una zona fin troppo spesso trascurata, difensore dei bambini e degli orfani, pronto ad accogliere anche i figli delle coppie separate ed extramatrimoniali nelle sue colonie estive.

 

La sua semina potrà rifiorire grazie all’iniziativa di un giovane parroco che lo ha conosciuto e che ha assunto la rettoria della piccola cappella da qualche anno. Don Leonardo Torraco, parroco di M.S: Addolorata, non nasconde il suo entusiasmo il giorno dell’inaugurazione dell’oratorio di San Potito e Santa Beata Chiara Luce Badano, avvenuta domenica 4 febbraio, alla presenza di innumerevoli bambini in costume impazienti di riappropriarsi della struttura loro dedicata per festeggiare.

L’idea è balenata nella mente di don Torraco agli inizi di luglio, quando aveva inaugurato l’oratorio presso la chiesa di cui è titolare, spinta dall’impellente necessità di tributare un omaggio al presbitero gravemente ammalato. Il nuovo oratorio sarà un luogo a misura di bambino, in cui ogni attività di gioco e di formazione sarà architettata in funzione delle esigenze dei piccoli fruitori. Infatti il parroco prevede funzioni liturgiche semplificate per la sensibilità infantile e aumentate di numero per venire incontro agli orari dei più giovani.

L’opera meritoria di don Torraco non poteva che suscitare il plauso di tutti, in una zona di grandi criticità e dove si finisce per credere di essersi smarriti in una piccola Bucarest, fra le insegne delle botteghe di esercenti rumeni rigorosamente in lingua straniera. “Qui c’è una presenza massiccia di immigrati” commenta il parroco, “possiamo dire che abbiamo una Tre Titoli qui, nel quartire. In questa fascia di Maria Ausiliatrice c’è ne sono tantissimi”.

Al varo la settimana prossima il progetto diocesano dell’Università della Pace, che vede la luce dopo tentativi febbrili coronati dal successo. “Sarà un progetto che aiuterà i nostri piccoli ad entrare in una logica diversa del vivere. Una serie di attività che abbracciano la sociologia, i diritti umani, il senso civico, un vasto programma di incontri che aiuteranno i bambini a capire che siamo in un mondo colorato, e che è necessario stringersi la mano”.

Tutto in nome della figura intramontabile del parroco dei poveri di Cerignola, fino all’ultimo direttore della scuola elementare paritaria da lui fondata, che Monsignor Luigi Renna, con la morte nel cuore, ha dovuto dichiararne la chiusura per la generale crisi degli istituti religiosi avvenuta Italia lo scorso anno. “Proveremo a ricordarlo con il lavoro già fatto da don Antonio, con questa attenzione verso i disagiati. Purtroppo la scuola è stata chiusa, può darsi che risorgerà, mai porre i limiti alla Provvidenza. Per ora dobbiamo fare solo piccoli passi, in nome della figura che stimo di don Antonio Musto” getta il cuore oltre gli ostacoli padre Torraco.

Enrico Frasca

 

 


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