Altro che piccolo festival: così Oltre Babele educa (numeri alla mano) alla lettura

Non è detto che dalla crisi del settimo anno non se ne esca mai vivi. Quando l’anno scorso il presidente di Oltre Babele, Rossella Bruno, ha annunciato che con ogni probabilità quella in corso sarebbe stata l’ultima edizione della Fiera, qualcosa s’è smosso. Troppi i costi e le responsabilità per una tre giorni di dibattiti, di grandi nomi, nel totale isolamento istituzionale.

 

È bastato l’appello sincero del 2016 per fare in modo che la Fiera del Libro, dell’editoria e del giornalismo del 2017, all’ottava edizione, si presentasse con un parterre di tutto rispetto: Franco Roberti, Francesco Giorgino, Osvaldo Bevilacqua, Marco Travaglio (qui il programma completo ). Ma soprattutto un rinnovato amore per la lettura e la letteratura, anche perché mai come quest’anno – ha specificato Bruno in conferenza stampa – il sostegno degli sponsor s’è fatto sentire. E si vede, perché la tre giorni del festival è ricca di appuntamenti da non perdere.

Oltre ai ragazzi di Oltre Babele, però, il cuore pulsante della Fiera sono gli sponsor. Solo privati a sostenere economicamente una macchina organizzativa che si mette in moto almeno sei mesi prima dell’evento. Ma quale impatto ha avuto la Fiera del Libro sul territorio? C’è addirittura una tesi di laurea che dimostra come Oltre Babele, dal 2010, abbia effettivamente “educato alla lettura”. I dati sono riferiti all’anno scorso e, considerato il trend, non sembra lontano dal possibile se anche quest’anno si potrà mettere il segno più davanti ad ogni indicatore statistico.

Si è passati, difatti, dai 180 libri venduti nel primo anno di Fiera ai circa 1200 venduti nel 2016. L’edizione che, fino all’anno scorso, ha incontrato il maggiore consenso da parte dei lettori è stata quella del 2014, con il tandem Piero Pelù- Pino Aprile ospiti di punta, con picchi di presenze pari a 9000 persone. A seguire la forbice si è di poco allargata.  Il trend positivo della Fiera del Libro è testimoniato anche dal numero di ospiti che, in otto edizioni, si sono avvicendati sul palco di Palazzo Coccia prima e Officine Fornari (o Ex Opera) dopo. In totale gli scrittori e gli artisti transitati (e che transiteranno) da Cerignola sono stati oltre 60: da Flavio Oreglio a Pierò Pelù, da  Pigi Battista ad Andrea Scanzi, da Antonio Caprarica a Francesco Baccini, da Fausto Bertinotti a Roberto Napoletano, da Vauro Senesi ad Oscar Giannino, da Marcello Veneziani a Oliviero Beha ed Erica Mou, solo per citare alcuni nomi. E poi ci sono le presentazioni di quest’anno. La formula rimane la stessa, tra musica e parole Oltre Babele mette in piedi un programma che allieta il penultimo weekend di settembre. Il libro più venduto?  “Io Sara dalla A alla Z”. I lettori di due province, Foggia e BAT, si spostano nei locali delle Officine Fornari per leggere, discutere, apprendere, comprare testi e valutare autori. Eppure quel fermento silenzioso pare sfuggire ai radar della Regione Puglia, che sembra non riuscire ad andare oltre al “Libro Possibile” di Polignano o ai "Dialoghi di Trani" privando di possibilità di crescita piccole ma intraprendenti kermesse letterarie di qualità.

“Abbiamo superato la crisi quasi esclusivamente grazie al sostegno dei privati, ma è stato un percorso in salita. All’inizio, nel 2010, è stato un esperimento al buio ma poi ci siamo resi conto dell’ interesse che poteva dare frutti positivi”, racconta Rossella Bruno. La prima edizione della Fiera si è svolta a Palazzo Coccia: “Un ambiente piccolo, pensavamo di non incontrare il favore e l’interesse della gente”. Poi i lettori si sono affacciati alla spicciolata prima e in massa dopo. Il boom nel 2012 con il trasferimento nel laboratorio urbano di Bollenti Spiriti. “C’è stato un percorso di crescita, tra alti e bassi. Abbiamo toccato con mano la maggiore partecipazione, siamo usciti fuori dal locale sia per gli ospiti scelti e questo il pubblico l’ha premiato. Pian piano ci vengono a trovare dalla provincia di Foggia e dalla Bat, il pubblico ha risposto positivamente”, riferisce Rossella Bruno. Ad accorgersi dei numeri della Fiera del Libro anche le case editrici. Presenza massiccia, mai come quest’anno: venti in totale. Mentre anche le scuole di ogni ordine e grado hanno aderito ai progetti mattutini della Fiera caratterizzati da laboratori e sfide all’ultima pagina.

Nonostante la difficoltosa ricerca di sponsor, i “piccoli” festival producono qualità. “Forse l’aspetto qualitativo non è emerso a dispetto dei grandi nomi e su questo forse non siamo stati bravi noi a farlo capire”, spiega Rossella Bruno. Il sogno sarebbe replicare “Il Libro Possibile di Polignano”, portare la Fiera del Libro ad un richiamo ben più ampio:  “Magari da Bari dovrebbero accorgersi che oltre a Polignano o Trani c’è anche altro. Questa è l’unica nota critica che mi sento di fare. Secondo me c’è una volontà politica perché non siamo unico festival della provincia che lamenta questa assenza istituzionale: penso anche al  festival della Letteratura Mediterranea o a  Questioni Meridionali, con cui ci siamo ritrovati ad esprimere le stesse perplessità”, dice il presidente di Oltre Babele.

Michele Cirulli

 

 


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