L'intervista | Pedà: "Così potenzieremo il Tatarella, non chiuderà"

“Voglio rassicurare la cittadinanza: il Tatarella non sarà depotenziato, ma da parte mia e dell’amministrazione vi è la massima disponibilità a migliorare. Quello di Cerignola è tra gli ospedali più giovani della Puglia e si trova in posizione strategica, rimarrà struttura di primo livello”.

 

Il nuovo direttore sanitario del plesso ospedaliero di via Trinitapoli, Daniela Pedà, che si è insediata lo scorso 1° giugno, non usa mezzi termini per sedare le polemiche nate intorno al Tatarella dopo le rimostranze di partiti politici, comitati di cittadini e movimenti di opinione circa uno svuotamento di fatto di mezzi e personale in corsia.

La sfida del nuovo direttore è riprendere in mano la situazione in un ospedale che per un anno ha contato su ben tre direttori sanitari, che a turno hanno diretto la struttura, e per gli ultimi otto anni è stata nelle mani di un facente funzione. “La situazione è incoraggiante”, premette, “anche perché conosco già Cerignola avendoci lavorato in passato”. Dopo una lunga parentesi ai Riunti di Foggia, Pedà torna nella città di Di Vittorio.

“Certo – ammette- come tutte le strutture paghiamo dei deficit in termini di personale. Questo è un grande problema che stiamo cercando di risolvere con concorsi e nuovi innesti”. Con il cambio della guardia in direzione sanitaria sono arrivati anche 2 medici nel reparto di cardiologia e 2 medici in Urologia. Quest’ultimo, tra l’altro, sconta l’addio del primario De Ceglie.

Con la nuova unità medica in cardiologia, però, potrebbe sbloccarsi anche personale per il Centro Trasfusionale, che il mese scorso è rimasto sguarnito di medici: al direttore di struttura, Francesco Di Stefano, sarà affiancato un altro medico proveniente proprio da cardiologia. Rimane sempre in alto mare la riapertura alle operazioni del reparto di ortopedia, che ormai ha chiuso i battenti da gennaio scorso: “Questi sono problemi strutturali, perché la richiesta sul mercato del lavoro non trova soddisfacimento poi nei fatti. Stiamo cercando degli ortopedici, abbiamo fatto un avviso pubblico ma al momento non ci sono candidature”, spiega Pedà.

Non solo perché gli ortopedici, così come gli anestesisti, sembrano essere pochi rispetto alla domanda, ma – prosegue il neo direttore sanitario- “dobbiamo fare corpo unico per dare una nuova immagine dell’ospedale e della città, per renderla attrattiva anche per i professionisti”. Negli anni, difatti, si è registrata una fuga di medici dal Tatarella che ha coinciso – tra le altre cose- con un mancato riciclo anche per  quell’etichetta di città pericolosa. In corso però vi sono avvisi pubblici non solo per ortopedia, ma per anestesia, pronto soccorso e rianimazione. Al momento il lavoro della Pedà è di ricognizione: “Abbiamo parlato con i dipendenti, sto conoscendo reparto per reparto tutte le criticità ed i punti di forza. Questa è una fase di studio”.

“Ci sono tutte le potenzialità per migliorare questa struttura, che può contare su validi professionisti e su un lavoro molto meticoloso dei medici e degli infermieri”, conclude il neo direttore sanitario.

Michele Cirulli
da La Gazzetta del Mezzogiorno

 

 


Commenti 

 
0 # ufior tutto l anno 2017-06-17 14:16
Finquando faranno assunzioni a tempo determinato,medici ed anestesisti non proporranno candidatura. Pravate a fare concorsi a tempo indeterminato, e vedrete quanti se ne presenteranno. Rivoltate sempre la frittata a vostro piacere. Che noi siamo cergnolani, sig. Pedà!
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