Leo Colucci esonerato dal Pordenone: quando il calcio è ingrato

Osannato come uno dei più importanti dei dell’Olimpo ed esonerato come l’ultimo degli allenatori. Il calcio è strano, si sa, e talvolta non usa il concetto di riconoscenza. Leonardo Colucci è stato esonerato dalla società del Pordenone dopo la sconfitta contro il Sudtirol.

Con poche parole, la società ha comunicato “di aver sollevato Leonardo Colucci dall’incarico di allenatore della Prima squadra e Gianni Migliorini dall’incarico di allenatore in seconda. Ai mister Colucci e Migliorini vanno i ringraziamenti della società per il lavoro svolto, unitamente all’augurio delle migliori fortune per il prosieguo della carriera”.

Dalla storica cavalcata in Coppa Italia, quando mister Colucci ha quasi espugnato San Siro perdendo soltanto ai rigori contro la corazzata nerazzurra, all’addio definitivo il passo è stato brevissimo.

Così il presidente Mauro Lovisa: “La decisione è stata inevitabile. Dopo la sconfitta con la FeralpiSalò non c’è stata alcuna reazione: chiediamo scusa ai tifosi per la prestazione. Per la seconda gara consecutiva l’arbitraggio è stato altamente penalizzante: chiediamo maggior rispetto, ma ciò non è un alibi per la meritata sconfitta. Ora rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo”.

Con le dovute proporzioni, la vicenda di Colucci ricorda per tempistiche e modalità quella di Claudio Ranieri, traghettatore del Leicester da piccolo team a vincitore inaspettato della Premier League: l’allenatore romano, dopo lodi e ringraziamenti, fu esonerato a pochi mesi dai fasti dell’annata storica del Leicester;  a Colucci il benservito arriva a soli due mesi dalla clamorosa sfida con l’Inter.

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